Pomodori San Marzano

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Il sole di Scafati sulla tavola degli italiani

Un autentico tesoro e un simbolo assoluto, assieme al cipollotto nocerino, ovviamente, della ricchezza della cultura agroalimentare della Valle del Sarno e dintorni. Il pomodoro San Marzano è un’istituzione riconosciuta in tutto il mondo, e ovviamente un prodotto fieramente a Denominazione d’Origine Protetta. Non potrebbe essere altrimenti, dal momento che al mondo non esiste una varietà di pomodori in grado di essere accostata, anche solo alla lontana, a questo piccolo-grande miracolo della natura.

Cenni storici

Pare che sia stato il Viceré del Perù a fare dono al connazionale, entrambi di origine spagnola, Re di Napoli delle prime piante di pomodoro San Marzano: parliamo del 1770 circa, dunque si tratta di una varietà di pomodori giunta in Europa relativamente tardi. Il nome San Marzano deriva dal fatto che, a seguito di numerosi tentativi, gli agronomi del re trovarono nei terreni intorno all'attuale comune di San Marzano sul Sarno l’humus vulcanico ideale e le condizioni climatiche ottimali per fare attecchire questa pianta abituata alle alture e ai climi temperati delle Ande. Tuttavia, malgrado l’età relativamente giovane, il San Marzano come siamo abituati a conoscerlo in Europa, ha avuto una storia particolarmente travagliata: nel corso del Ventesimo secolo, il ceppo genetico originale San Marzano fu sterminato da una virosi. Le piante che oggi rientrano nella categoria DOP sono riuscite a recuperare gran parte del patrimonio genetico della pianta originaria.

Coltivazione

Il pomodoro San Marzano viene raccolto tassativamente fra il 30 luglio e il 30 settembre di ogni anno, e la raccolta deve essere effettuata esclusivamente a mano. Tali disposizioni sono contenute nel dispositivo di conferimento della Denominazione di Origine Protetta. La produzione annua, in genere, varia tra gli 80.000 e i 100.000 quintali.
Volete conoscere altri dettagli in merito alla produzione del pomodoro San Marzano? Scriveteci a ortofruttacavallaro@gmail.com.
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